La natura della luce

Sorgenti luminose e propagazione della luce


Propagazione della luce

Obiettivi

  • Costruire un primo modello a raggi per descrivere la propagazione della luce e l’emissione da parte di sorgenti puntiformi.
  • Identificare il fenomeno della riflessione.

Osservazione

Un laser viene puntato contro una parete Una laser viene puntato contro una parete.

  • Come si può impedire di vedere la luce del laser? Cosa ne deduciamo?
  • Qual è la differenza tra il laser e il punto luminoso della parete?

Non è possibile vedere la luce propagarsi dal puntatore laser alla parete, ma si può bloccare interponendo un oggetto non trasparente collocato lungo la retta che congiunge il puntatore con la parete.

È inoltre possibile impedire che la luce del laser raggiunga i nostri occhi interponendo un oggetto lungo la retta che congiunge il punto luminoso sulla parete con i nostri occhi.


Analisi

Percorso della luce emessa da un laser Visualizzazione dei raggi luminosi emessi dal laser e captati dagli occhi.


  • La luce si propaga lungo linee rette.
  • Quando la luce incontra il muro “rimbalza” (è riflessa) in tutte le direzioni, infatti tutti possono vedere il punto luminoso sulla parete.
  • Il laser emette un singolo raggio di luce o raggi molto ravvicinati, mentre il punto luminoso sulla parete emette luce in tutte le direzioni.

Osservazione

Visualizzazione del raggio laser Se si sparge della polvere di gesso (o si spruzza dell’acqua nebulizzata) tra il puntatore e la parete, è possibile visualizzare un raggio di luce.

Perché ora vediamo la luce propagarsi?


Analisi

Visualizzazione del raggio laser

La luce si riflette sulle particelle di polvere o di acqua e raggiunge quindi i nostri occhi.


Conclusioni

Possiamo osservare oggetti (anche molto piccoli, come i granelli polvere) illuminati dalla luce. Il percorso della luce è composto da un raggio rettilineo che congiunge la sorgente luminosa all’oggetto e un altro raggio di luce riflessa che congiunge l’oggetto con il nostro occhio.


Sorgenti luminose estese

Obiettivi

  • Perfezionare il modello a raggi, applicandolo alle sorgenti luminose estese.

Intendiamo perfezionare il modello a raggi precedentemente definito alle sorgenti luminose estese, ovvero formate da più punti che emettono luce. Sono proposti due diversi modelli.


Modello a singolo raggio

Visualizzazione del raggio laser

Ogni punto sulla sorgente emette un singolo raggio luminoso.


Modello a raggi multipli

Visualizzazione del raggio laser

Ogni punto sulla sorgente emette infiniti raggi luminosi, in ogni direzione.


Esperimento

Visualizzazione del raggio laser

Una matita è posta tra la lampadina e il foglio, più vicina a quest’ultimo.


Previsione

Visualizzazione del raggio laser Previsione del modello a singolo raggio.

Visualizzazione del raggio laser Previsione del modello a raggi multipli.


Verifica

Visualizzazione del raggio laser

Osserviamo un’ombra scura e ben definita.


Conclusioni

Il primo esperimento è inconcludente. Non è possibile falsificare uno dei due modelli.


Esperimento

Visualizzazione del raggio laser

Una matita è posta tra la lampadina e il foglio, più vicina alla lampadina.


Previsione

Visualizzazione del raggio laser Previsione del modello a singolo raggio.

Visualizzazione del raggio laser Previsione del modello a raggi multipli.


Verifica

Visualizzazione del raggio laser

Osserviamo il foglio scarsamente illuminato in modo diffuso.


Esperimento

Visualizzazione del raggio laser

Si copre la lampadina con una scatola che presenta un piccolo foro su un lato e si osserva il modo in cui è illuminato un foglio posto a una certa distanza.


Previsione

Visualizzazione del raggio laser Previsione del modello a singolo raggio.

Visualizzazione del raggio laser Previsione del modello a raggi multipli.


Verifica

Visualizzazione del raggio laser

Osserviamo il foglio scarsamente illuminato in modo diffuso.


Conclusioni

Gli esperimenti falsificano il modello a singolo raggio, mentre il modello a raggi multipli prevede correttamente l’esito degli esperimenti.


Diversi tipi di ombra

Visualizzazione del raggio laser A sinistra un’ombra prodotta da una sorgente luminosa estesa e vicina alla sfera oppure da una luce diffusa. A destra un’ombra prodotta da una sorgente luminosa distante (si noti la penombra).


Camere oscure

Obiettivi

  • Realizzare semplici camere oscure (pinhole).
  • Applicare il modello a raggi per prevedere fenomeni luminosi.

Sono realizzate semplici camere oscure di varie dimensioni. Il funzionamento delle camere è prima previsto teoricamente e poi verificato sperimentalmente.


Visualizzazione del raggio laser Costruzione della camera oscura.

Che relazione sussiste tra la dimensione dell’oggetto osservato, la distanza della camera dall’oggetto osservato, la distanza tra il foro e lo schermo e la dimensione dell’immagine sullo schermo?


Esperimento

Visualizzazione del raggio laser

Una camera oscura di piccole dimensioni è impiega per osservare una finestra oppure una candela.


Previsione

Visualizzazione del raggio laser


Verifica

Visualizzazione del raggio laser

Osserviamo l’immagine ribaltata della finestra o della candela sul foglio di carta da lucido.


Esperimento

Visualizzazione del raggio laser

Una camera oscura di dimensioni maggiori (ricavata da un tubo più lungo) è impiegata per osservare la finestra o la candela dalla medesima distanza.


Previsione

Visualizzazione del raggio laser


Verifica

Visualizzazione del raggio laser

Come prima, osserviamo l’immagine dell’oggetto osservato sulla carta da lucido, ma l’immagine risulta essere ingrandita.


Esperimento

Visualizzazione del raggio laser Costruzione della camera oscura.

Una delle camere oscure precedentemente utilizzate è nuovamente impiegata per osservare la finestra o la candela, ma è variata la distanza dall’oggetto osservato.


Previsione

Visualizzazione del raggio laser Costruzione della camera oscura.


Verifica

Visualizzazione del raggio laser Costruzione della camera oscura.

L’immagine risulta ingrandita quando osservata da vicino, rimpicciolita quando osservata da lontano.


Conclusioni

Il modello a raggi prevede correttamente il funzionamento della camera oscura.


Camere oscure nell’arte

L’idea della camera oscura può essere fatta risalire fino ad Aristotele (IV sec. a.C.). Leonardo Da Vinci descrisse una camera oscura nel Codice Atlantico (1515). I vedutisti — come Canaletto — fecero ampio uso di camere oscure, anche dotate di lenti, al fine di ottenere perfetti disegni prospettici.


Camera oscura Denis Diderot / Jean Baptiste Le Rond d’Alembert - Planches Tome III (1763) / Dessein / Planche V - Dessein - Chambre obscure.


Disegno realizzato con camera oscura Disegno realizzato da Canaletto con l’ausilio di una camera oscura. Immagine tratta da Wikimedia.

Campo San Giovanni e Paolo Canaletto, Campo santi Giovanni e Paolo a Venezia col monumento a Bartolomeo Colleoni, 1736-1740.